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PENSIERI e LETTERE Minimize
HO VISTO UN BIMBO CHE CORREVA,  Administrator Account,  11/2/2006 5:45 PM
UN GIORNO SENZA NUVOLE prima parte,  Administrator Account,  11/2/2006 6:07 PM
UN GIORNO SENZA NUVOLE seconda parte,  Administrator Account,  11/2/2006 6:08 PM
AMO SCRIVERE,  Administrator Account,  12/2/2006 11:37 AM
Un pò di racconti che ho scritto ed un po di pensieri.
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Pensieri scritti al volo Minimize
Sono qui - 23 novembre 06 - Thursday, February 08, 2007

Sono qui, oggi un po’ triste e malinconico
Con gli occhi velati di nostalgia e lucidi da gocce di ricordi che scorrono sui miei occhi e cadono sulla tastiera.
Piccole gocce piene di ricordi, di malinconia, piene di amore, piene di passione, piene di vita, che bagnano te mia cara amica tastiera, la mia compagnia di notti, la mia confidente, la mia consolatrice.

 

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L'amore di due lancette di un vecchio orologio Minimize

Un piccolo racconto tratto dal libro "RACCONTI DEL CUORE"

Questa è la storia di due lancette di un orologio, che per tutta la vita si rincorrevano e non riuscivano mai a stare insieme che per pochi secondi ogni ora.

La lancetta lunga era ormai amareggiata. Non c'è la faceva più.

Quando la incontrava  le diceva per un secondo quello che provava, ma il tempo era veramente poco ed i baci avevano il sopravvento sulle parole.

Poi via! Ognuno per la sua strada.

Lui correva e lei, piano, piano.

“Ti amo! Vorrei stare insieme con te, per sempre”.

La loro vita era segnata dal tempo e sapevano che sarebbe stato così per sempre.

Un giorno di sole, uno di quei giorni in cui non ti aspetti niente se non di correre dietro al tempo, com’era loro abitudine, successe l'incredibile.

Una botta fortissima. Per un attimo la lancetta pensò di essere nel paradiso degli orologi.

La botta era stata troppo forte. Lui non sentiva più il tempo, eppure cercava di seguirlo, di rincorrerlo, contava i secondi ma non riusciva a muoversi.

“Che disperazione!” , pensò, “non poteva finire così! Che fine per una lancetta. E lei dov’era?”

Non la vedeva e non riusciva ad avvicinarsi a lei .

Sì, ora la vedeva, sulle 14, ferma.

Lei come stava ? La botta era stata forte e lui non riusciva più a correre verso di lei .

Per tutta la  vita, la sua era stata una corsa verso di lei per un attimo di amore e poi via di nuovo alla sua rincorsa .

Adesso che sarebbe successo?  Lei come stava?

La botta era stata forte, ma per la prima volta nella sua vita incominciò a sentire l'odore dell'aria fresca.

Il vetro era saltato .

Insieme all'aria sentiva il calore del sole, era bello, ma lei dov’era?

E allora no! Non poteva finire così! Doveva trovare la forza per ripartire, l'ultimo sforzo per un amore eterno, l'ultimo sforzo per un abbraccio eterno, eterno come il tempo.

E allora ecco che, piano piano, scaldato dal sole, lui si muove .

Il tempo, no! Non riusciva più a tenere il tempo, ma non gliene importava più niente.

Non era importante.

Eccolo sulle 11 e poi, piano piano, eccolo arrancare con tutte le forze.

Lo sforzo era tremendo. Sembrava che tutto il mondo, tutto il tempo lo tirasse indietro.

Non poteva fermarsi; La vedeva,  era lì ferma sulle 14. Doveva farcela per lei. Per lui. Per loro.

Eccolo che arriva sulle 13. Ormai è fatta, ma la forza se ne andava, non riusciva, ma doveva farcela.

Eccolo lentamente avvicinarsi. Ora solo pochi secondi lo dividevano dal suo amore .

Un ultimo sforzo ed ecco che, quando ormai aveva perso le speranza, ad un soffio, ad un secondo da lei, ecco che lei con un movimento violento si avvicinò verso di lui, un secondo ed eccoli vicini .

Sì, vicini per sempre!

Era un sogno, che ripagava una vita di momenti e di rimpianti, una fatica che solo l'amore può fare sopportare.

 

.............................”Il danno signore è troppo grande, le consiglio di tenerlo come soprammobile. Si fidi di un esperto orologiaio” , diceva mentre, inspiegabilmente, faceva l'occhiolino al vecchio orologio con il vetro rotto!

 

Gio

 

Per scrivermi giovanni@raccontidelcuore.com
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E se tutto fosse diverso Minimize

Cercavo un pensiero per cercare di scaldare il cuore, ma niente, una nebbia avvolgeva il mio cervello e lo anestetizzava.

Passavano i secondi e poi  i minuti e forse le ore.

Mi sembrava che piano piano il mio corpo smettesse di esistere ed una calma piano piano entrava dentro di me .

Che bello sarebbe stato addormentarsi in quell’abbraccio e lentamente smettere di esistere, lasciare quel dolore e riempirsi di quella calma, di quella tranquillità che stava entrando dentro di me.

Che bello smettere di tremare per il freddo, che bello smettere di pensare.

Sarebbe bastato poco, lo sapevo, un attimo e poi finalmente libero .

Mah libero da cosa? Libero da che? Libero da chi?

Mi tornava in mente un poesia che ti avevo scritto tanto tempo prima, mi ricordavo di un bacio che ti avevo dato tanto tempo prima, mi ricordato di un sogno che avevo fatto tanto tempo prima.

Adesso mi ricordavo di tutto quello che avevo fatto, di tutti i pensieri, di tutte le emozioni, di tutte le paure, di tutti le volte che avevo sfiorato la tua pelle.

Ma se tutto fosse veramente stato diverso?

Era solo un piccolo pensiero che entrava dentro di me con forza.

E se tutto fosse veramente stato diverso?

Se tutto quello che avevo vissuto fosse solo una piccola parte della verità?

Se veramente io avessi visto solo quello che volevo vedere?

E se fosse possibile vedere tutto da un angolo diverso ?

Che disastro ..Che disastro pensavo, cercando di cacciare via quel pensiero che con sempre più forza si insinuava.

Che senso avrebbe tutto questo?

Se tutto fosse diverso? Se la mia realtà fosse solo una piccola parte?

Che senso avrebbe smettere di tremare e smettere di pensare?

Che senso avrebbe trovare la calma il quel modo?


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